Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2009

 La "Peregrinatio"
    Sergio Gaspari

 Tutti i giorni
  
 Ennio Staid

Si è fatto veramente uno di noi
    Giovanni Ciravegna

"Madre di Cristo..."
    Pier Giorgio Micchiardi

Ciò che fa una mamma per i figli
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

E nell’orizzonte...
    Stefano De Fiores

Gioia, semplicità, povertà
  
 Andrea Giampietro e Karina Gonzales

Maurice Zundel, presbitero

La prima missionaria
    
Sergio Gaspari

Se vogliamo essere cristiani
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

«Clinica dello spirito»
  
 Emanuele Di Santo

L’«alto volo» di Dante
  
 Eliseo Sgarbossa

«Ministri della Parola»
    Giovanni Monti

«Una volta, a Roma...»
    
Maria Di Lorenzo

Nostra Signora d’Europa

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 5 maggio 2009 - Copertina

 Vergine Maria di Tindari

 
di EMANUELE DI SANTO

«Clinica dello spirito»
   

Punto di riferimento formativo e culturale della Diocesi di Patti, il Santuario fu visitato anche da Giovanni Paolo II (12.6.1988).
  

Centro spirituale della Diocesi di Patti (Messina), il Santuario della Vergine Maria di Tindari sorge su uno dei promontori più suggestivi dell’intera Sicilia, a strapiombo sul mare e di fronte alle isole Eolie. Sito dell’antica civiltà greco-romana, già sede vescovile nel V secolo, la città di Tindari decadde per cause naturali e politiche nel periodo della dominazione araba della Sicilia. Quando, probabilmente fra il IX e il X secolo, vi giunse dal Medio Oriente – per motivi a noi ignoti – la bellissima statua della Madonna nigra sed formosa, il suo arrivo contribuì a far rifiorire la fede cristiana. La tradizione popolare, supplendo alle lacune storiografiche, parla di un ritrovamento miracoloso dell’effigie mariana su una nave arenatasi nella baia sottostante il promontorio di Tindari, e della solenne intronizzazione là dove sorgeva l’acropoli dell’antica città, sulle rovine di un tempio pagano. Da allora Tindari lega la sua storia a Maria.

Il sacro edificio è posizionato su un suggestivo promontorio.
Il sacro edificio è posizionato su un suggestivo promontorio.

Realizzata da un tronco di pregiato cedro del Libano, la sacra immagine raffigura la Vergine Théotokos che regge sulle sue ginocchia il Cristo, figlio di Dio e sommo sacerdote (come mostrano gli abiti liturgici che indossa) e lo indica come l’unico Salvatore da accogliere. Dal perfetto equilibrio dei canoni estetici dell’arte orientale con i contenuti della teologia bizantina, deriva il fascino di questa Madonna nera, come il popolo ama chiamarla.

Ogni anno circa un milione di persone raggiunge il colle di Tindari. Vi trovano il nuovo Santuario, costruito in un ventennio a partire dal 1954, per volontà del vescovo di Patti mons. Giuseppe Pullano, con il contributo dei fedeli da tutto il mondo. Significativamente collocato dinanzi all’antico Santuario della fine del Cinquecento ad indicare la continuità di una devozione millenaria, il nuovo Tempio, con la sua architettura di impianto basilicale e con la ricchezza delle sue decorazioni musive, intende esporre visivamente i contenuti centrali della fede cristiana, offrendo una catechesi incentrata sulla Vergine Madre.

Nel Santuario si avverte la dolce e consolante presenza di Maria, che fa appello alla fede semplice e genuina di un popolo che cerca e invoca la Madre di Dio nelle più svariate occasioni. Particolarmente toccante è assistere all’arrivo dei moltissimi pellegrini che, rinnovando tradizioni ormai secolari, giungono a piedi da località distanti anche centinaia di chilometri. La mattina del 12 giugno 1988 anche Giovanni Paolo II, pellegrino fra i pellegrini, ha voluto visitare Tindari.

La Madonna nera giunse a Tindari probabilmente tra il IX e il X secolo.
La Madonna nera giunse a Tindari probabilmente tra il IX e il X secolo.

Il Santuario, autentica «clinica dello spirito» (Paolo VI), offre a tutti la possibilità di riconciliarsi con Dio. Numerose sono inoltre le iniziative di formazione che mirano ad offrire un percorso di crescita culturale e spirituale ai devoti della Madonna. Tra le opere legate alla carità del Santuario va menzionata la Casa per la vita, sorta con la finalità di promuovere e difendere il valore inalienabile della vita umana secondo i princìpî cristiani.

Al servizio del Santuario e dei pellegrini è dedito il clero diocesano, con una significativa presenza di sacerdoti anziani a riposo, e una comunità di religiose, le Sorelle Speranzine della Madonna del Tindari.

Emanuele Di Santo