Madre di Dio

 

N. 5 maggio 2009

 La "Peregrinatio"
    Sergio Gaspari

 Tutti i giorni
  
 Ennio Staid

Si è fatto veramente uno di noi
    Giovanni Ciravegna

"Madre di Cristo..."
    Pier Giorgio Micchiardi

Ciò che fa una mamma per i figli
    
Giuseppe Daminelli

L’Eucaristia e Maria
    
Salvatore M. Perrella

E nell’orizzonte...
    Stefano De Fiores

Gioia, semplicità, povertà
  
 Andrea Giampietro e Karina Gonzales

Maurice Zundel, presbitero

La prima missionaria
    
Sergio Gaspari

Se vogliamo essere cristiani
    
Alberto Rum

Fatti e persone
    
a cura di Stefano Andreatta

«Clinica dello spirito»
  
 Emanuele Di Santo

L’«alto volo» di Dante
  
 Eliseo Sgarbossa

«Ministri della Parola»
    Giovanni Monti

«Una volta, a Roma...»
    
Maria Di Lorenzo

Nostra Signora d’Europa

Opinioni

Scaffale

Nella Famiglia Paolina
   
Giovanni Perego

Santuari mariani Extraeuropei
  

Madre di Dio n. 5 maggio 2009 - Copertina

 
 Anniversario

 
a cura della redazione

Nostra Signora d’Europa
   

Il Santuario di Gibilterra celebra i 700 anni della fondazione. Qui, ogni sera, è officiata una Messa per la pace.
  

Benedetto XVI, recentemente, ha nominato il card. José Saraiva Martins, clarettiano, prefetto emerito della Congregazione delle cause dei santi, suo inviato speciale alle celebrazioni conclusive dell’anno giubilare indetto nel VII centenario della devozione a Nostra Signora d’Europa, che hanno luogo a Gibilterra il 5 maggio.

Una panoramica di Gibilterra con la sua caratteristica Rocca.
Una panoramica di Gibilterra con la sua caratteristica Rocca
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Localizzato in territorio britannico d’oltremare, il Tempio di Nostra Signora d’Europa è stato costruito in un’antica moschea trasformata in cappella dagli spagnoli nel 1462, dopo la Reconquista.

Nell’VIII secolo la penisola iberica fu invasa dai mori, provenienti dall’Africa. Tra il 742 ed il 1300 costruirono quello che oggi è conosciuto come il Castello moresco; nel punto più a sud della Rocca, vicino al mare, costruirono una moschea. I mori vissero a Gibilterra fino al 1309; vi sono riscontri storici a sostegno dell’ipotesi che la moschea fu costruita prima del 1309: è noto che già durante la breve occupazione spagnola (1309-1333), la moschea era usata come santuario cristiano.

Dal 1333 al 1462 Gibilterra fu nuovamente sotto il dominio arabo; il 20 agosto del 1462 fu riconquistata, ed i mori furono espulsi definitivamente.

Il card. José Saraiva Martins.
Il card. José Saraiva Martins (foto A. Giuliani).

La piccola moschea venne riconvertita in un santuario cristiano e dedicata a Nostra Signora patrona d’Europa; la statua in legno policromo della Vergine con il Bambino (sec. XV), venne posta nel Santuario.

Il Santuario subì alterne vicende nel corso dei secoli successivi: fu saccheggiato, abbandonato e demolito; ricostruito ed usato come magazzino, fino al 1959, anno in cui fu salvato da un’ulteriore demolizione e dichiarato monumento nazionale.

Dal 1962 vennero intrapresi lunghi lavori di restauro, e nel 1968 la statua della Vergine restaurata tornò con una grande processione nel Santuario. Nel 1979 Giovanni Paolo II approvò ufficialmente il titolo del Santuario come Nostra Signora d’Europa e patrona di Gibilterra («Le chiediamo di sostenere la fede dei suoi figli in tutta l’Europa, le affidiamo la vita della Chiesa in questo continente»), la cui festa si celebra il 5 maggio, data nella quale ricorre anche il Giorno dell’Europa.

A sinistra: il minifoglio della Città del Vaticano e, a destra, quello di Gibilterra.
A sinistra: il minifoglio della Città del Vaticano e, a destra, quello di Gibilterra.

Il 10 febbraio l’Ufficio filatelico della Città del Vaticano ha emesso un minifoglio costituito da quattro francobolli del valore di 0,85 euro sui quali è raffigurata la statua policroma della Vergine, conservata nel Santuario della Rocca. L’emissione è stata accompagnata da un’analoga uscita fogliettata da parte delle Poste di Gibilterra, i cui francobolli (con soggetto analogo a quello vaticano), hanno valore nominale da 61p.